Le più famose lampade da tavolo

01.08.2021

Il tema della luce e dell'illuminazione ha un ruolo determinante durante la progettazione di una casa o di una stanza. Progettare e decidere in fase di cantiere quali e dove posizionare le luci permetterà di avere già chiara che tipologia di luce utilizzare: luci a soffitto, a parete, da terra o da tavolo. 

Abbiamo già parlato delle più famose e conosciute lampade da terra, oggi ci soffermeremo su alcune delle lampade da tavolo più famose e ancora molto attuali. 

La lista completa di questa tipologia di luci è infinita ed impossibile da elencare in un solo articolo, ci soffermeremo quindi su alcune delle più famose e storiche lampade da tavolo, capolavori di tecnologia, funzionalità ed estetica, che hanno arricchito case e creato atmosfere uniche.

6+2 Lampade da tavolo che hanno fatto la storia

Lampada Pipistrello, Gae Aulenti per Martinelli luce, 1965

Oggetto cult del design, la lampada Pipistrello, creata e realizzata da Gae Aulenti nel 1965 è ancora oggi un pezzo unico che richiama i canoni dell'Art Nouveau, allontanandosi completamente dallo stile razionalista del tempo. 

Icona di classe e stile, la Lampada prodotta da Martinelli Luce risulta notevole sia per il funzionamento che per l'estetica. La principale caratteristica è l'asta regolabile in altezza, telescopica, in acciaio. Deve il particolare nome alla forma del paralume, che diviso in falde rievoca le ali del pipistrello. Ciò che la rese e la rende una lampada senza tempo è la tecnica di produzione: tutti i componenti vengono realizzati di stampaggio, innovative per l'epoca in cui venne pensata. Posata su un tavolo, grazie alla sua forma dona carattere ed espressività ad ogni ambiente. 

Eclisse, Vico Magistretti per Artemide,1965

La storia della nascita di questa lampada è sicuramente particolare e non scontata. Nasce dall'intento del designer italiano Vico Magistretti di trasformare, negli anni '60, la lanterna di Jean Valjen del romanzo I miserabili, in una lampada da lettura. Il genio dell'architetto si nota anche da dove e come nasce questo guizzo creativo: in un viaggio in metropolitana, schizzando un bozzetto sul retro del biglietto. 

Il concetto progettuale di Eclisse prevede la composizione e unione di tre semisfere: due fisse, la base e la calotta esterna, e una mobile, quella interna. A questo primo step volle aggiungere la metafore del fenomeno astronomico: come il sistema Sole-Terra-Luna produce volumi in ombra e in luce, così la calotta interna ruotando, copre completamente o in parte l'emissione della luce della lampadina. Questo principio permette all'utente di scegliere e graduare il fascio di luce per ottenere un'illuminazione più o meno soffusa e omogenea. 

Premiata con il Compasso d'onore del 1967, Eclisse fa parte della collezione permanente del MOMA di New York e del Triennale Design Museum di Milano. 

Atollo, Vico Magistretti per Oluce, 1977

Protagonista ancora una volta di questo elenco di lampade da tavolo è l'italiano Vico Magistretti, che nel 1977 disegna per Oluce la lampada Atollo

Oggi non più una semplice fonte di luce, ma un vero e proprio oggetto di design che due anni dopo la sua nascita vince il Compasso d'Oro ed entra a far parte non solo dell'arredamento di molte case, ma anche di collezioni permanenti dei grandi musei del design. 

La lampada è composta da due parti sovrapposte: una superiore a cupola, che riprende l'idea base delle lampade con il paralume, e una parte inferiore , uno stelo tramutato in colonna, corposo solido e resistente.

La si può trovare in due varianti materiche: in metallo laccato o in vetro opalino, in modo tale da diffondere la luce in modo morbido e accogliente

Acrilica, Joe Colombo per Oluce, 1962

Acrilica o Colombo 281 è il primo progetto realizzato insieme al fratello Gianni. La lampada, realizzata nel 1962, prende il nome dal materiale principe utilizzato: l'acrilico. Questo, combinato con il metallo smaltato della base genera una lampada di grande design. Grazie alla sua forma e matericità la luce si diffonde spontaneamente per tutto l'acrilico e prende spunto dai cartelli della segnaletica esterna. La forma unica, particolare e contemporanea costituisce un ottimo esempio dell'approccio del suo designer che nelle sua arte cerca di combinare l'aspetto artistico con la tecnica. 

Bourgie, Ferruccio Laviani per Kartell,2004

Molto più recente delle sue simili, viene presentata per la prima volta nel 2004 a Milano nel negozio di Dolce & Gabbana. Da subito ha lasciato il segno per lo stile, l'eleganza e la forma che la caratterizza, ma nessun avrebbe pensato che sarebbe diventata un'icona del light design. Il designer e architetto che la progettò è Ferruccio Laviani che è riuscito a unire, in un unico oggetto, le forme della classicità con i materiali della modernità. Se infatti le linee richiamino un'epoca passata , paragonabile alle lampade dello stile barocco, la materia di cui è composta portano direttamente alla quotidianità. 

Proprio la complicità di questi due aspetti le consente di essere posizionata in qualsiasi stanza della casa, indipendentemente dallo stile, adattandosi infatti ad ogni esigenza. 

Nesso, Giancarlo Mattioli per Artemide,1967

Progettata da Giancarlo Mattioli negli anni '60 incarna l'icona del design internazionale e futurista. Presentata per la prima volta al salone del mobile di Milano, è realizzata da Artemide che ha capito l'innovazione di utilizzare la resina ABS stampata a iniezione. La sua particolare forma a fungo nasconde sotto al paralume ben quattro lampadine che producono luce diretta e diffusa grazie alla schermatura del materiale plastico. Nesso è considerata una vera e propria opera d'arte presente anche nella collezione del Metropolitan Museum of Art e nel Museum of Modern Art. 

Costanza, Paolo Rizzato,1986

Nata come lampada da terra, viene oggi proposta anche da tavolo e soffitto, la lampada Costanza rappresenta l'essenza che tutte le lampada dovrebbero avere: base, stelo e paralume. Ma è proprio la sua semplicità ed eleganza che caratterizzano il suo appeal. Ma la caratteristica che rende così unica questa lampada, è l'innovazione dello stelo telescopico di alluminio che consente all'utente di aggiustarla all'altezza più consona alle proprie esigenze. Una seconda innovazione sta nel paralume, che se all'apparenza può sembrare un banale cappello per lampade, coniuga in se la classicità della forma con la modernità dei materiali: in policarbonato serigrafato, risulta leggero rigido e facilmente lavabile. Ancora elemento di design che unisce il classico al moderno, è l'interruttore a levetta, posizionato vicino alla lampadina viene concepito stretto ed allungato, più del dovuto, per richiamare l'attenzione dell'utente così da farsi accendere.  

Tolomeo, Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina per Artemide,1986

Già citata nella sezione "Lampade da terra", questa icona di stile è progettata e disegnata da due designer di successo, Michele Del Lucchi e Giancarlo Fassina. La lampada Tolomeo è un best seller per il brand Artemide. Presente in commercio in molteplici versioni, ha origine ed ispirazione dalle classiche lampade a molla. Differentemente dalle lampade antenate, la lampada Tolomeo racchiude al suo interno tre temi cari al brand: tecnologia, creatività e umanesimo. L'idea cardine del designer era quella di far funzionare la lampada sia con lampadine alogene che a incandescenza, questo comportava di nascondere il filo in un tubicino. Forme e materiali semplici e puri la rendono unica ed inimitabile. Dalla lampada da tavolo, alla più recente Tolomeo Maxi da terra, questa lampada ha saputo adattarsi a tutte le esigenze e alle mode.